Riflessi sconosciuti




Riflessioni su ciò che non conosciamo. Il pianeta Terra non è che una massa rotonda, in cui in orizzontale, nascono, evolvono e muoiono esseri, con differenti livelli di evoluzione vitale che però è sempre condizionata dall'orizzontalità della materia a cui appartengono.Tutti noi, esseri umani, siamo coscienti che la nostra vita ha un inizio, un periodo evolutivo e di stasi, un periodo di decadimento e di blocco di tutte le attività conosciute: la Morte di quel corpo. Questo ciclo si completa nella trasformazione della materia fisica secondo la legge di Lavoisier: "Nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma", che muta senza perdere la struttura originale, decade e conclude il suo ciclo dapprima bloccando le sue attività coscienti e motorie, poi decomponendosi. Molti di noi credono, che in questo nostro corpo alberghi un'energia che non può dissolversi con il decadimento del nostro corpo fisico; è assurdo che un patrimonio genetico come il nostro si riproduca soltanto passando le conoscenze ad un altro individuo dopo tutto un susseguirsi di momenti formativi e di crescita lunghi e difficoltosi, mentre il detentore delle conoscenze che è venuto prima, insegna e decade lasciando, come si suol dire, la staffetta. Ci deve essere un altro modo, in cui la conoscenza non muoia. E' quello di capire dove va l'energia del corpo fisico in decadimento. Se l'evoluzione che noi conosciamo è legata all'orizzontalità: materia che si rigenera e si migliora sullo stesso medesimo piano, quello del sistema terrestre con le sue leggi fisiche e le sue regole, vi dovrebbero essere altri spazi, un'altra evoluzione della nostra energia intelligente. Utilizziamo una metafora: Quando noi lasciamo un'abitazione, essa rimane nuda, vuota, e non si evolve più tramite le nostre cure, le nostre modifiche, le nostre attenzioni manutentive. Tende a decadere, rovinare, crollare, scomparire, nel medesimo modo del nostro corpo fisico quando viene abbandonato dalla nostra energia vitale. La possibilità di una nuova "Casa", per la nostra energia vitale, non è da escludere, non può essere però subito, (e aggiungo questa parola per chi crede nella reincarnazione), indirizzata al percorso orizzontale, semmai su piani diversi. L'evolversi solo sul piano che noi conosciamo, quello terrestre, è ormai definibile come scontato e limitato. E' un po' come il classico cane che si morde la coda. Non può che essere, al limite del parossismo, un circolo vizioso. Si può giungere ai massimi livelli di potere, prestigio, felicità, e anche conquista di conoscenze che possano giungere a livelli di massimo benessere, ma non potranno mai superare le leggi fisiche e biologiche del piano di materia in cui viviamo, altrimenti finiremo in un altro piano, un altro livello evolutivo che non sappiamo possa esserci perché non abbiamo mai avuto riscontri reali, neppure di laboratorio. Ma secondo una logica teorica, il discorso potrebbe funzionare, anche perchè, come si spiegherebbero tutte quelle testimonianze referentesi alla vita dopo la morte, ammessane la veridicità e spogliatone la sovrastruttura da tutte le illogiche fandonie seppur possibili di essere in buona fede, o ancor meglio, in buona speranza illusoria.Se rimaniamo su un piano orizzontale, dopo un po', tutto diviene spento, fiacco, inutile.Ma allora cosa ci può offrire la credenza verso un altro piano evolutivo?A me personalmente, interessa di più capire come può avvenire il passaggio in questo nuovo piano evolutivo, perché se il piano esiste, è un passaggio obbligato in cui la conoscenza andrà avanti da sé. Il problema è che non conosciamo il possibile livello di contatto, se esiste, con piani limitrofi.Magari il passaggio tra un piano e l'altro, può avvenire in momenti diversi e con percorsi diversi. Come avviene il distacco della nostra energia dal nostro corpo fisico se ,ad esempio, la morte è violenta, se il passaggio è dolorosissimo ed innesca sensazioni sgradevolissime di paura, angoscia, sofferenza e via di questo passo, oppure se il passaggio avviene nella maggior naturalità possibile con una presa di coscienza chiara e ineluttabile legata al decadimento fisico naturale ma indirizzato ad una buona morte: al saper morire. Ma non dimentichiamo comunque il parametro temporale in cui questa scissione si può presentare: persona già avanti con gli anni, o giovinetto acerbo e ancora immaturo.Come si può constatare i casi sono diversissimi, numerosissimi e unici in ogni loro ripetizione, si può concludere con: pressochè infiniti.Queste riflessioni, che non possono sicuramente portare all'eliminazione del problema, possono solamente farci riflettere di come sia importante prepararci ed essere pronti ad una buona morte. Del resto non è una conclusione innovativa. Molte pagine del vangelo, si riferiscono a questa riflessione, e proprio per bocca di Gesù, ma non solo il cristianesimo persegue questa logica. La logica dell'essere pronti al passaggio è una logica presente in tutte le religioni del mondo, passate e attuali: Gli eroi guerrieri del Vahalla Nordico che venivano a prendere i guerrieri vichinghi che morivano combattendo, o i soldati romani che passavano nei campi elisi, e via discorrendo.Il concetto della buona morte o di una morte in cui si è preparati, potrebbe essere la strada più giusta per riuscire ad avere un'evoluzione il più possibile lineare e in crescita, attraverso i piani a venire della nostra vera evoluzione. Di più, per quanto mi riguarda non riesco a sviscerare, su questo interessante e intrigante tema legato al nostro VERO futuro.

Tacchino Danilo