Evoluzione della Poesia come linguaggio di collegamento tra emozione individuale e informazione globale.
Nell'era della comunicazione globale, dove l'informazione raggiunge in un battito di ciglia le più remote parti del globo, la poesia continua ad essere un linguaggio vivo e utile, se pur circoscritto e relegato in ambiti sempre più ristretti di appassionati e cultori di questo linguaggio.
La poesia del passato, che si può ritenere la madre che ha dato i natali ai linguaggi del mondo, nelle sue più svariate forme come i poemi, le laude, i sonetti o gli acrostici, ha perduto la sua valenza originaria per via della trasformazione di un linguaggio evolutosi verso una maggiore predominanza ad un'informazione più diretta e più generica, nella quale l'evoluzione individuale ha perduto quella primaria rilevanza atta a sviluppare la comunicazione individuale legata ai ritmi ed ai bisogni succedutisi attraverso la crescita dell'essere umano. L'evoluzione individuale ha perduto quella primaria rilevanza verso un linguaggio più intimista e individuale, per trasferirsi verso bisogni maggiormente indirizzati alla globalità ed alla descrizione del fatto, avvantaggiando forme come la prosa e la saggistica, e relegando la poesia a livelli di fruizione più circoscritti. Anche nel differente metodo tra la scrittura di testi poetici e testi in prosa o di saggistica, si rileva la diversa finalità nell'incidere sulla capacità di identificare emozioni, di un linguaggio scritto per esteso, in orizzontale, rispetto ad una scrittura in verticale, ritenuta da sempre il metodo classico per stilare un testo poetico, dedito ad avvantaggiare il ritmo , le pause, le ampie volute linguistiche tra battute e sintagmi, tutte tecniche tese ad evidenziare ed amplificare la nitidezza delle sensazioni emozionali presenti nel verso poetico.
Proprio in un mondo che crede di non avere più tempo nè spazio per emozioni non finalizzate ad una conquista fisica gratificante oltre il pensiero e l'intellettualità del verso, la poesia, a mio avviso, offre nuove opportunità per costituire un nuovo connubio per la crescita della qualità della vita dell'essere umano del nuovo millennio, intriso di scienza, tecnologia e avviato verso nuovi orizzonti e nuovi confini.
Su questa logica di analisi si deve ritenere che una poesia, per essere annoverata come "universale", deve poter appartenere a tutti.
Per poter appartenere a tutti, deve contenere le sensazioni che più si addicono alle persone che vivono quel determinato periodo storico, quindi questo significa poter avere la maggioranza dei consensi della popolazione interessata per quanto riguarda l'area geografica e l'evoluzione culturale.
Anche i temi ritenuti specialistici, definiti genericamente di "nicchia", debbono seguire le regole precedenti, interpretando le emozioni del poeta che descrive un determinato tema, in emozioni vicine alle sensazioni della maggioranza dei fruitori .
Ritengo quindi, che un testo poetico possa divenire universale, quando la maggioranza della societa' di una determinata cultura, si riconosce in essa.
Danilo Tacchino