Disponibile al Salone del Libro (TORINO: 10 - 14 Maggio 2007)
256 pagine - 60 illustrazioni
Torino e la magia sono un binomio che, da diversi anni, sembra essere diventato indissolubile.
Molti sono i testi, i pezzi giornalistici e le trasmissioni televisive che hanno contribuito a
identificare questa città e il suo territorio con una parola che attira immediatamente
l'attenzione di tutti: mistero! Non solo il capoluogo ma tutto il Piemonte da sempre ha il
primato di territorio "strano", dove sono avvenuti e avvengono fatti che esulano dalla normalità.
Ma è proprio vero che Torino è una città magica, ricca di mistero e di forze occulte?
Senza dubbio il fascino e l'incantamento sono gli "ingredienti" che in qualche modo
caratterizzano, segnano il suo territorio, dipingendolo in modo tale che contenga elementi
particolari ed eccezionali rispetto ad altre località.
Torino, infatti, non è l'unica città italiana ammantata di mistero, ma ha una marcia in più
rispetto alle altre dovuta a quel miscuglio così equilibrato, così particolare, così discreto di
storia, tradizioni, aneddoti e prodigi che si è venuto a creare nel corso di secoli.
Il pregevole libro di Danilo Tacchino, attingendo a testimonianze scritte e orali e alla
conoscenza personale della regione, ripercorre i luoghi classicamente misteriosi del capoluogo
piemontese e della provincia circostante, senza attenuare nell'esposizione la seduzione che essi
esercitano su chiunque sia disposto a considerare possibile anche ciò che non è razionalmente
spiegabile.
In questo viaggio nei misteri di Torino e dei suoi dintorni il lettore incontrerà di tutto:
leggende, spiritismo, miracoli, santi, assassini, testimonianze templari, figure autorevoli e
intriganti, massoneria, sette, angeli, demoni, extraterrestri.
Un'utilissima rassegna cronologica della storia magica di Torino conclude, assieme a una vasta
bibliografia, l'approfondito itinerario nelle vicende misteriose e insolite dell'intrigante ex
capitale sabauda.
€ 18,50
Clicca sull'immagine per ascoltare l'intervista a Danilo Tacchino
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