Introduzione
Ho osato definire "modesta", questa follia riscontrabile nelle normali azioni quotidiane, eclatanti solo nella loro
conclusione più spietata e triste, che ogni persona potrebbe compiere se viene meno la cosiddetta razionalità cosciente e i
freni inibitori che portano a ritenere la vita più importante di ogni gesto apparentemente scellerato e privo di senso,
analizzato nella sua realtà materiale con logica prettamente deduttiva. Non sapremo mai, perché nella mente non si può
sondare, in special modo dopo un evento drammatico che porta all'annientamento della propria esistenza, le vere ragioni di un
gesto apparentemente assurdo, che rimarranno per sempre sepolte nella mente di chi non può più né raccontare, né vivere. I
racconti "fatali" quindi, così come ho provato e definirli, sono racconti che cercano di dimostrare come ogni avvenimento
della vita, nella sua cruda realtà, è elemento stesso, "normale", del nostro sistema di vissuto. Solo le sensazioni, i
sentimenti di ogni individuo possono rendere angoscioso, oppure accettabile o "normale" se non banale, perché frutto
ineluttabile della vita che trascorre, ogni cosa che capita. Dipende dalle esperienze di ognuno di noi, che ci portiamo
dietro la maggioranza delle volte, senza che nessuno ne possa usufruire o ne possa essere informato. Se poi questo è avvenuto,
non rimane traccia di esse nell'esperienza collettiva degli esseri umani, neppure attraverso il loro intrinseco insegnamento
di vita.
L'autore