(Luglio 2008)
La poesia dell'Amore e della Vita
Danilo Tacchino - A come Amore... V come Vita
(pagine 75, Euro 10,00)
Arduino Sacco Editore
(Roma)
Decisamente innovativo questo ultimo libro di versi di Danilo Tacchino, poeta, narratore e saggista genovese di nascita ma
torinese di adozione. Danilo Tacchino, ultimamente, ha pubblicato saggi e romanzi di successo, come "Torino magica", "Misteri
sabaudi" e "La Stele", ma egli è nato principalmente come poeta, con poesie dedicate al mondo della scienza, dell'industria e
della tecnologia. Ora, con questo libro, che raccoglie già nel titolo l'intera esistenza umana (si inizia con la A di amore e
si finisce con la V di vita), ci troviamo di fronte ad un poeta molto più concentrato sul suo mondo interiore, un poeta che
lascia spazio ai ricordi affettivi, familiari e sensuali, che sente potente l'afflato della Storia che attraversa i secoli,
che confessa bramosie di sacro e che indugia sui moti oscuri del multiforme animo umano. Anche le strofe, il ritmo del verso,
l'estetica di queste liriche sono nuove rispetto al discorso poetico che caratterizzava i precedenti libri di poesia. Qui si
alternano poesie di timbro narrativo (Templare, La carica, Annibale attraversa le Alpi) a poesie molto brevi, che rasentano
il frammento lirico, ma molto intense e suggestive, come quelle intitolate Carioca, Sopravvivere, Oltre, Risveglio di
primavera. Rispetto alle liriche dei volumi precedenti, il poeta, qui, canta con molta più scioltezza, lasciando scorrere la
piena del sentimento e del ricordo, ma dando anche ampio spazio al pensiero, alla riflessione, all'eco che giunge dagli
abissali mondi interiori della nostra arcana coscienza. E in mezzo a tutto questo, si staglia vigorosa e forte, la luce
illuminante di una vera, sentita, autentica e commossa poesia!
Fabrizio Legger
Il libro può essere richiesto direttamente all'autore: sito internet www.dantak.it, indirizzo e-mail:danitacc@tin.it
TACCHINO: IL POETA DI OGNI TEMPO
E' uscito recentemente per i tipi di "Arduino Sacco Editore" l'ultima silloge di Danilo Tacchino, una sorta di curioso
acrostico dell'alfabeto dal titolo "A come Amore... V come Vita". Una silloge che ci conferma come il Tacchino sia un poeta di
ogni tempo, talmente naviga sicuro con perizia e leggerezza sia nello spazio diacronico della storia, sia nel verticale e
vertiginoso cammino fra immanenza e trascendenza.
Il tempo storico. E qui Tacchino si dimostra un mago sorprendente. Parte dalla preistoria, dalle pietre sacre dei menhir per
giungere alla coraggiosa traversata delle Alpi di Annibale in un clima da romanticismo foscoliano (ricorda lo Jacopo Ortis
lungo la discesa della Valle Roia), al Medioevo delle torri consunte dal tempo nella nebbia indistinta di Alba, al
Rinascimento degli eroi moncalieresi riscoperti dal buon Danilo, alla agghiacciante contemporaneità di Ground zero.
Il tempo soggettivo. La toccante lirica dedicata alla mamma vede come referenzialità la Pasqua e non il più scontato Natale.
Chiara la metafora pregna di istanze trascendenti. La Resurrezione ci porta al dies natalis nell'ottica cristiana. Il ruolo
materno è quindi fonte non solo di vita terrena, ma anche offerta di eternità.
Un poeta così sensibile non può che amare le stagioni intermedie, la primavera e l'autunno. Si legga "Risveglio di primavera"
e "Signor autunno" dove questi due periodi dell'anno sono visti come il motore instancabile della vita.
Tacchino ritrova la propria identità nelle due città che hanno segnato la sua esistenza, la nativa Genova e Torino, in cui,
per dirla con Ungaretti, si è rimescolato e si è riconosciuto. La Lanterna e la Mole offrono da un lato "serena sicurezza",
dall'altro "spazio ai desideri degli uomini".
Vogliamo trovare la perla in questa silloge? La troviamo nella poesia dedicata a Giancarlo Borri, maestro e amico di Tacchino.
"L'inutilità della gloria". Come dire che nella vita ciò che conta è la testimonianza concreta e generosa della trasmissione
di valori profondi. Solo in questa dimensione si spargono i semi per rendere inossidabile il nostro fragile passaggio terreno.
Tacchino, da buon discepolo, l'ha capito. Regala emozioni con le frecce apparentemente deboli della poesia. Nel silenzio,
lontano dai fari abbaglianti dell'arrivismo dominante. E' la chiave per non cadere nel gorgo amaro del dimenticatoio.
Ricordiamoci la lezione di Proust. L'uomo è grande non nello spazio, ma nel tempo.
MARIO PARODI - NOVEMBRE 2008
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